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Kiam l'aûtoroj ludas fari Dio
Morning Musume. Sakura Gumi
post pubblicato in Giappone, il 12 giugno 2011
Morning Musume. - Sakura mankai (Ciliegio in piena fioritura)
Morning Musume. Sakura Gumi venne formato nel 2003 e consisteva di sette dei quindici membri delle Morning Musume. di allora. Gli altri otto membri formarono Morning Musume. Otome Gumi. Questi due gruppi vennero formati col fine di farli esibire in locali più piccoli che non potevano sostenere i quindici membri Morning Musume. Oggi, i due sottogruppi delle Morning Musume., Sakura Gumi e Otome Gumi, non esistono più dato che l'attuale gruppo conta solo nove membri.
Ecco i nomi delle sette Sakura Gumi che appaiono all'inizio del video in ordine cronologico: Takahashi Ai Konno Asami Yoshizawa Hitomi Kago Ai Yaguchi Mari Niigaki Risa Kamei Eri
Sakura Gumi significa "Gruppo del Ciliegio", Otome Gumi "Gruppo delle Ragazze" e Morning Musume. "Figlie del Mattino".
Vota SI
post pubblicato in Video, il 13 maggio 2011
Pubblicizziamo questi argomenti, signore e signori!!!!
Ai referendum di domenica 12 e lunedì 13 giugno vota SI per dire NO.
1 - Vota SI per dire NO AL NUCLEARE.
2 - Vota SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA.
3 - Vota SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO.
RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM... perchè Berlusconi NON farà passare gli spot ne' in Rai ne' a Mediaset.
Sapete perché? Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum lo scenario sarebbe drammatico per Berlusconi ma stupendo per tutti i cittadini italiani:
1 - Se passa il SI per dire NO AL NUCLEARE, BERLUSCONI NON POTRA' PIU' FARE ARRICCHIRE I SUOI AMICI IMPRENDITORI CON I NOSTRI SOLDI E LA NOSTRA SALUTE.
2 - Se passa il SI per dire NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA, BERLUSCONI NON POTRA' FARE ARRICHIRE I SUOI AMICI IMPRENDITORI LUCRANDO SU UN BENE DI PRIMA NECESSITA'.
3 - Se passa il SI per dire NO AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO, BERLUSCONI NON POTRA' PIU' DIRE CHE HA LA MAGGIORANZA DEGLI ELETTORI DALLA SUA PARTE.
Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E' necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone. Secondo la propaganda berlusconiana le cose devono andare a finire così:
1 - I cittadini si informano attraverso la Tv.
2 - Le Tv appartengono a Berlusconi.
3 - Berlusconi, per i motivi sopra indicati, non vuole che il referendum passi.
4 - Il referendum non sarà pubblicizzato in TV.
5 - I cittadini non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il 12 giugno.
6 - I cittadini non andranno a votare il referendum.
7 - Berlusconi sarà contento, farà arricchire i suoi amici, si arricchirà e resterà al suo posto.
Vuoi che le cose non vadano a finire cosi? Copia/incolla e pubblicizza il referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti.
Passaparola!
Questi qua...
post pubblicato in Diario, il 12 maggio 2011
Il polipo del corallo
Un polipo del corallo è minuscolo. Un sacchetto organico appartenente al phylim degli cnidari, che comprende anche le meduse e gli anemoni di mare. Somiglia a un piccolo polpo senza occhi, con un numero variabile di tentacoli, raggruppati lì intorno, sono muniti di cellule urticanti, arpioni microscopici suddivisi in milioni di tasche organiche che, al minimo contatto, scattano in avanti e penetrano nel corpo della vittima. Là dietro s’intrecciano fili imbevuti di veleno, capaci di paralizzare la preda, che successivamente viene accostata alla bocca e insaccata. Non è previsto un ano per l’espulsione degli escrementi, e la salsiccia esce da dov’è entrata. Fine della descrizione. Non c’è granché da aggiungere sulla corporatura del piccolo architetto. Tra parentesi, la scienza non parla di “coralli”, bensì di “celenterati”, una combinazione di vocaboli greci che significano “foro” e “intestino”. Un intestino bucato, dunque. « Ehi, tu, intestino bucato!» Che ve ne sembra? No, meglio corallo.
Preso da "Il Mondo d'Acqua" di Frank Schatzing
Paura atomica
post pubblicato in Giappone, il 7 aprile 2011
54 reattori costruiti sulla faglia. Un paese che ha sempre pacificamente accettato l’opzione nucleare, dove il movimento no-nuke non ha mai raccolto consensi. E che oggi si trova a fare i conti con una tragedia imprevista.

Il 30% dell’energia necessaria ai 130 milioni di giapponesi per sorreggere il loro stile di vita proviene dalla fissione atomica. Un azzardo, in una terra ad alto rischio sismico, che ha pagato fino al terremoto dell’11 marzo. Ora, dopo gli incidenti nella centrale di Fukushima, un’intera nazione si scontra con una tragica realtà.
Giappone, la potenza tradita da un atomo
6 agosto 1945: Hiroshima è la prima città sul pianeta ad essere distrutta da un ordigno nucleare. 9 agosto 1945: Nagasaki, appena tre giorni dopo Hiroshima, viene colpita da una seconda bomba atomica. La storia serve per insegnare alle generazioni future le lezioni del passato al fine di non commettere gli stessi errori dei padri. Eppure in Giappone questa non sembra essere successo. Pur essendo l’unico paese al mondo ad aver conosciuto l’orrore della distruzione atomica e il dramma delle radiazioni nucleari, il governo di Tokyo ha deciso di affidare proprio all’atomo il sostentamento energetico. Il 30% dell’energia necessaria ai 130 milioni di giapponesi per sorreggere il loro stile di vita e la terza economia al mondo, proviene dalla fissione atomica. Il Nic - Nuclear Information Center - è l’organizzazione che più di tutte e prima di tutte si è battuta affinché i giapponesi potessero disporre di un’informazione indipendente e il più possibile accurata sui rischi del nucleare. Fondata nel 1975, l’organizzazione coinvolge non solo attivisti, ma anche specialisti del settore, il che permette al Nic di essere un autorevole interlocutore presso tutti i soggetti, sia “pro” che “anti” nucleare. Tra il 1995 e il 1997 gli scienziati del Nic hanno condotto uno studio approfondito sulle attività relazionate al plutonio, mentre oggi l’attenzione profusa nel seguire le vicende dell’impianto nucleare di Fukushima stanno attirando l’attenzione dei media e dei governi di tutto il mondo, oltre che naturalmente del governo giapponese. Sawa Tihiro, scienziato nucleare del Nic, spiega il motivo per cui i giapponesi non sono mai stati apertamente contro la scelta nucleare: “Il sogno di avere un Giappone economicamente forte e quindi indipendente sul piano energetico ha avuto un grande impatto negli anni 70, quando la crisi petrolifera aveva mostrato la vulnerabilità delle economie industriali. La scelta atomica era, allora, l’unica possibile a breve scadenza”. Tutto questo, però, potrebbe cambiare radicalmente dopo la catastrofica combinazione di terremoto e tsunami del’11 marzo, le esplosioni nell’impianto di Fukushima e le fuoriuscite radioattive di cui non c’è ancora una quantificazione. Pur riconoscendo che un tale accavallamento di eventi era difficilmente ipotizzabile in fase di progettazione, secondo Sawa Tihiro “questo dimostra che le centrali nucleari, anche se costruite e gestite con criteri di massima sicurezza, presentano sempre delle falle. Qualunque grande impianto, specie se complesso, ha incognite e imprevisti che possono tramutarsi in tragedie.
Impreparati al risparmio energetico
La paura innescata dall’impianto di Fukushima potrebbe ora costringere il governo a rivedere tutti i piani energetici per il futuro. L’opinione pubblica giapponese difficilmente potrà accettare acriticamente un ulteriore coinvolgimento del proprio Paese in campo atomico. Però il Giappone ha un enorme dispendio energetico: se è vero che le fabbriche del Sol Levante hanno implementato una politica energetica attenta all’ambiente, le case giapponesi sono ben poco ecocompatibili: gelide d’inverno e torride d’estate. Inoltre, i giapponesi stessi non hanno alcuna coscienza di cosa sia, nella sfera privata, il risparmio energetico e chiedere ad un giapponese di non sprecare energia potrebbe rivelarsi un’impresa improba. Inoltre, riconvertire un’economia che basa in maniera così importante il proprio consumo di energia sull’atomo sembrerebbe poco sostenibile. Però, come sostiene il Nic, “le centrali nucleari hanno un periodo di vita limitato. Cominciamo a sostituire quelle che a breve verranno chiuse impiegando uomini e mezzi nella ricerca delle fonti alternative. Non chiediamo la chiusura immediata di tutte le centrali, ma la loro riconversione”. Se il Giappone riuscirà nella politica di riconversione energetica, potrebbe essere il primo passo affinché anche altre economie del globo accettino un nuovo programma di sviluppo alternativo. La paura innescata dalla centrale di Fukushima potrebbe essere il giro di boa per un nuovo sviluppo sociale e la devastante energia sviluppata dalla natura l’11 marzo 2011 potrebbe, allora, essere vista come un avvertimento alla cieca fiducia dell’uomo nella scienza.
Articolo preso dal giornale VITA.
La borsetta dell'evoluzione

Ammettiamolo: la borsetta è una delle grandi conquiste della nostra civiltà. Mi spingerei a considerarla un vero e proprio strumento del progresso, nonché una prova inoppugnabile della superiorità del sesso femminile. Chiunque abbia esaminato con attenzione il contenuto di una borsetta non potrà che darmi ragione. Nella borsetta, le donne conservano la parte essenziale del loro io, il codice della loro personalità, se volete. Avete notato cosa succede quando, al ristorante, le donne si allontanano per andare alla toilette? Al loro ritorno, sembrano aver subito una trasformazione strabiliante e appaiono quasi rigenerate. Invece noi uomini torniamo al tavolo con lo stesso aspetto con cui ci eravamo alzati. Il segreto sta in quell’accozzaglia di oggetti tipica delle borsette. Nelle tasche dei pantaloni maschili ci sono i soldi, le sigarette e le chiavi dell’auto. Le donne invece possono indossare vestiti attillati senza ritrovarsi sprovviste del necessario nel momento del bisogno. Un appuntamento da segnare? Ecco che, come per magia, compare un’agenda. Monete, bigliettini, tessere magnetiche, foto di famiglia? Tutto finisce dentro un portafoglio voluminoso. Pettine, profumo, eyeliner, rossetto, lacca per capelli e smalto per unghie sono le armi cosmetiche utilizzate nella lotta per accaparrarsi i maritini influenti, mentre le bombolette di gas lacrimogeno servono per allontanare i seccatori pericolosi. Lenti a contatto e occhiali da vista dividono lo scomparto laterale con un bel libro. Orecchini e mazzi di chiavi convivono coi salvaslip e con un collant di scorta, alcuni blister di aspirina e la famosa pillola. E non dimentichiamo il telefonino, quel bozzo così caratteristico nelle giacche degli uomini. Per le donne, è tutto diverso. La loro superiorità si afferma con prepotenza se scoppia un incendio, se un’onda c’investe o se siamo costretti a passare una notte fuori casa. Perché la loro borsetta è quella da cui Mary Poppins estrae un attaccapanni, in modo che i bei vestiti non si sgualciscano. Se eliminassimo la borsetta, le donne tornerebbero subito indietro di alcuni stadi evolutivi, finendo nella stessa zona attualmente occupata dagli uomini. Tutto ciò è evidente quando il contenuto di una borsetta “esplode”. In quell’istante, la proprietaria non è più ciò che era e il suo ordine interiore si sparpaglia sul marciapiede, scompare in un rigagnolo o viene schiacciato da un’auto. La serata è andata a monte. “Chi sono?” si legge sul volto della signora. “Sono ancora un essere umano? Sono ancora viva? No, sono una donna senza borsetta valgo meno di una protocellula. Il mio camino idrotermale è crollato, catapultandomi nella non-esistenza, nell’Adeano.”
Tratto da "Il mondo d'acqua" di Frank Schatzing
L'autore ci accompagna in un vaggio sotto e sopra i mari per scoprire la relazione che lega gli essere umani allo straordinario "mondo d'acqua" che occupa i sette decimi del nostro pianeta. Una strana relazione, fatta di odio e amore, di romanticismo e d'ignoranza, di curiosità e di mistero. Come fuonziona questo enorme "sistema" da cui tutti proveniamo e di cui sappiamo ancora pochissimo? Com'è stao possibile che abbia dato origine alla vita? Perché l'evoluzione ha imboccato la strada che ha portato all'uomo e non quella che ci avrebbe reso simili a un materassino gonfiabile pieno d'acqua? E ancora: da dove viene tutta quest'acqua? Cosa succede quando il mare decide di ribellarsi all'uomo? Qual è il futuro del mare e perché è così legato al nostro? Con competenza scientifica, ironia e semplicità, Schatzing risponde a tutte queste domande (e molte altre ancora), ci fa attraversare miliardi di anni, ci stupisce e ci fa capire, ci diverte e ci fa riflettere.
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post pubblicato in Diario, il 13 febbraio 2011
Mike Oldfield, dall'album Amarok del 1990
Salve a tutti! Suppongo che voi pensiate che in questo momento non stia accadendo granché. Ah ah ah! Bene, ciò è quello di cui voglio parlare a voi tutti: la fine. Ora, la fine normalmente avviene al termine. Ma, come noi tutti sappiamo, la fine è soltanto un principio. Lo sapete, una volta che queste cose sono veramente iniziate, è molto difficile davvero fermarle di nuovo. Comunque, dal momento che siamo arrivati fino a questo punto, credo che, date le circostanze, la miglior soluzione sia soltanto quella di tirare avanti. Tirate avanti dentro di voi, senza mai smettere. Ricordate che questo mondo vuole nuovi inizi. Sento che qui, in questo Paese, e in tutto il resto del mondo si richiedono inizi, inizi! Non vogliamo mai sentire questa parola "fine". Io so che voi non volete sedervi. Io so che voi volete fare qualcosa. Naturalmente voi state cercando un buon inizio. Naturalmente voi state cercando un nuovo inizio. Non è bellissimo? Sapete, sento davvero che potrei mettermi a ballare...
Hello everyone! I suppose that you think that nothing much is happening at the moment. Ah ah ah! Well, that's what I want to talk to you all about: endings. Now, endings normally happen at the end. But, as we all know, endings are just beginnings. You know, once these things really get started, it's jolly hard to stop them again. However, as we have all come this far, I think, under the circumstances, the best solution is that we all just keep going. Let's keep going inside, never an ending. Let's remember that this world wants fresh beginnings. I feel here, in this Country, and throughout the world, we are crying out for beginnings, beginnings! We never want to hear this word "endings". I know you don't want to sit down. Of course, you're looking for the good start. Of course you're looking for a fresh start. Isn't that charming? Do you know, I really feel I could dance... Amarok è un termine anglosassone che significa domani.
Ho scoperto Michael Crichton
post pubblicato in Diario, il 6 febbraio 2011

E' la prima volta che leggo un libro di Michael Crichton. Dopo un breve inizio un po' lento, il libro decolla vertiginosamente, anche grazie a un tranello dell'autore, e resta sull'apice della tensione fino alle ultime pagine; non c'è modo di staccarsi da esse, l'una tira l'altra in un ascendere di tensione, suspense, giallo, per arrivare a un finale a sorpresa.
Una storia geniale!, un viaggio all'interno dell'uomo, delle sue paure e dei suoi desideri. E voi, siete pronti a entrare nella Sfera?
Di Tullio Avoledo: "Puoi leggere un quintale di libri di Clive Cussler o di Robert Ludlum, per dire, e, pur divertendoti da matti, non ne sarai arricchito di un solo grammo, in termini di conoscenza del mondo. Ma se leggi un libro di Crichton ne esci ogni volta più ricco. Non necessariamente più intelligente (i libri non fanno miracoli), ma più preparato a capire il mondo di incredibili mutamenti in cui viviamo e quello ancora più incredibile in cui potremmo trovarci a vivere domani".
Seijin Shiki
post pubblicato in Giappone, il 1 febbraio 2011

Il Seijin Shiki è una cerimonia che celebra la maggiore età per i ragazzi e le ragazze giapponesi. Viene tenuto ogni anno il secondo lunedì del primo mese, e quindi l’ultimo si è tenuto lo scorso 10 gennaio.
Ricordo intanto che in Giappone la maggiore età si raggiunge a 20 anni, e a questa cerimonia prendono parte tutti coloro che nell’anno scolastico in corso raggiungeranno questa età.
Questa cerimonia si tiene durante il giorno negli uffici comunali dei vari centri abitati, e tutti i giovani che raggiungono i 20 anni nell’anno vengono ufficialmente invitati a prendervi parte. Gli ufficiali governativi tengono un discorso, e distribuiscono dei simbolici omaggi ai nuovi adulti.
Molte donne celebrano questa giornata indossando un furisode, un kimono invernale con uno strascico. Dato che molte non sono in grado di indossare un kimono, vista anche la difficoltà dell’azione, spesso visitano saloni di bellezza e centri estetici, per indossare gli abiti e acconciare i capelli. Furisode o kimono originali possono costare molto, e in genere non vengono acquistati per l’occasione, a meno che non si tratti di una famiglia che può permetterselo. Generalmente vengono tramandati in famiglia, o noleggiati.
Gli uomini invece di solito indossano un kimono tradizionale scuro con uno hakama (un indumento tradizionale giapponese che assomiglia ad una larga gonna-pantalone a pieghe).
Dopo la cerimonia spesso i giovani adulti si ritrovano in gruppo e escono insieme a bere, e trascorrono così il resto della giornata e della serata.
In passato si teneva il cosiddetto “Genpuku”, una cerimonia in cui i ragazzi venivano portati al tempio all’età di 16 anni. Qui ricevevano gli abiti, il nome e il taglio di capelli degli adulti. Oggi, tuttavia, si segue maggiormente la festività di gennaio, che dal 1947 è un giorno di festa nazionale.
Quando i balli non guastano la musica
post pubblicato in Giappone, il 30 gennaio 2011
Siamo così abituati a vedere nei programmi tv donne seminude che ballano (o provano a farlo), o che mettono semplicemente in mostra le proprie curve per fare audience che si finisce col non farci caso; o così crediamo. In realtà si tratta di una cosa studiata, almeno per noi uomoni. Infatti, alla vista del corpo femminile il maschio si eccita e non ragiona più, è a quel punto che puoi inculcargli nella testa tutte le sciocchezze che vuoi. Impariamo a scegliere i programmi giusti, la tv non è tutta sbagliata. Succede la stessa cosa anche per i video musicali dov'è quasi impossibile non trovare danze e abiti provocanti sempre sull'orlo dell'indecenza che rovinano anche la canzone più bella. Ammiro Lorenzo Jovanotti che non abusa del corpo femminile nei suoi video, ma preferisce improvvisare un ballo con le scavatrici, tanto per citarne uno. E d'altronde, quando uno è bravo non ne ha bisogno. Come le Morning Musume., da ammirare l'assenza di volgarità fisica; e così tanti altri video musicali nipponici.
10 successi delle Momusu. (Morning Musume.), il gruppo più famoso del Giappone. Il nome del gruppo significa "Figlie del Mattino".
Le canzoni sono in ordine cronologico.
01. Go Girl ~Koi no Victory~ 02. Joshi Kashimashi Monogatari 03. Namida ga Tomaranai Hokago 04. The Manpower!!! 05. Ambitious! Yashinteki de Ii Jan 06. Aruiteru 07. Kanashimi Twilight 08. Onna ni Sachi Are 09. Mikan 10. Onna to Otoko no Lullaby Game
Pipì
post pubblicato in Diario, il 2 gennaio 2011
Siete capaci di collegare il colore di queste urine con le rispettive voci?
 Possibili cause del colore... a) Al paziente è stato iniettato il sangue di un animale. b) Malaria. c) Colera o tifo. d) Il paziente ha bevuto una quantità eccessiva di liquido. e) Il paziente ha mangiato troppe more o troppe barbabietole. f) Il paziente ha la febbre e ha perso molta acqua sudando. g) Il paziente è stato sottoposto a una dieta troppo ricca di proteine. h) Il paziente è un mostro spaziale.
Buon divertimento! Nightwish - While your lips are still red
Nightwish - Gethsemane
post pubblicato in Diario, il 30 dicembre 2010
Non si tratta del video ufficiale, che peraltro non esiste, ma di un progetto scolastico.
Pubblicità nettamente a favore del nucleare
post pubblicato in Diario, il 27 dicembre 2010
Vergogna!!!
Merii Kurisumasu
post pubblicato in Giappone, il 22 dicembre 2010

Un momento di pausa alle orecchie, ai sensi tutti. Un momento di pausa all'anima, al corpo, a noi tutti. Buon Natale
post pubblicato in Diario, il 20 dicembre 2010
 La voce del tempo grida all’uomo: va’ avanti! Il tempo esiste perché egli possa avanzare e migliorare, perché il suo valore sia più grande, più grande la sua felicità, migliore la sua vita, perché progredisca innanzi, verso quella meta che è nota a lui e che egli può vedere e che è stata fissata nel periodo nel quale il tempo e lui cominciarono a esistere. Epoche di oscurità, di malvagità e di violenza, sono venute e scomparse: milioni di persone hanno sofferto, hanno vissuto e sono morte per additare a lui la via che gli sta dinanzi. Chi cerca di farlo volgere indietro o di arrestarlo nel suo corso, ferma una macchina potente che stenderà morto l’intruso e che l’arresto momentaneo renderà più feroce e più violenta.
Tratto da Le Campane di Charles Dickens
Terry Oldfield
Tre grandi poli!
post pubblicato in Giappone, il 16 dicembre 2010

Sto parlando di Asia, Europa e America. Nel polo asiatico spiccano i nomi di Giappone, Cina e Tailandia; in quello europeo i leader sono Italia e Ungheria; mentre per l’America abbiamo Canada, Stati Uniti e Messico. Tutte queste nazioni, e molte altre, sono accomunate da un solo nome: Nidec. La Nidec Corporation è leader mondiale nella produzione di motori e di recente ha acquisito la divisione motori della Emerson, colosso americano. Potrebbe bastare, ma non basta. In questo 2010 la Indesit ha conferito a noi Nidec Sole Motor Corporation il primo premio per la qualità. E ancora… a partire dall’aprile 2011 ci staccheremo dalla Nidec Corporation asiatica, che ci ha e ci sta dando le basi per crescere, per avvicinarci alla Nidec Emerson che produce motori più simili ai nostri; infatti, il polo asiatico è specializzato nella produzione di motori per condizionatori, che noi non facciamo.
Danilo Tabaro, direttore Nidec Sole

Morning Musume. - Onna ni sachi are
Yuuhi ni tasogare kodoku ni niau wa anata no kuchiguse mada mimi ni nokoru namida wa misenai dare ni mo misenai tsuyogari bakari no watashi
[Ju/Li] yurushite yaru nante [Ka/Mi/Ta] baka ne baka ne baka ne [Ku/Mi] doushite ano ko ni [Ta/Ni] torarechau no baka ne [Ju/Li] yappa namida ne
[Ta/Ni] aa itsuka wa shiawase ga kuru wa deau tame no junbi suru kikan [Ta/Mi] aa doko ka de matte te kudasai [Ju/Li] onna ni sachi are asahi yo nobore
tokai ni akogare shanimuni kurashita futoshita nukumori anata no yasashisa
tanoshii mainichi tokai mo naretashi shiawase ni tsutsumareteta
[Ju/Li] nani mo kizukazu [Ka/Mi/Ta] baka ne baka ne baka ne [Ku/Mi] ano ko to itsukara [Ta/Ni]nakayoshi na no anata [Ju/Li] yappa namida ne
[Ka/Ta] aa itsuka wa shiawase ga kuru wa sou ja nakerya fukouhei sugiru [Ka/Mi] aa soko made watashi ga yuku kara [Ju/Li] onna ni sachi are asahi yo nobore
aa itsuka wa shiawase ga kuru wa deau tame no junbi suru kikan aa doko ka de matte te kudasai onna ni sachi are asahi yo nobore
[Ni/Ka] aa itsuka wa shiawase ga kuru wa sou ja nakerya fukouhei sugiru [Ka/Mi] aa soko made watashi ga yuku kara [Ju/Li] onna ni sachi are [Ku/Mi] asahi yo nobore

Morning Musume. - Onna ni sachi are
Porgi l'altra guancia
post pubblicato in Diario, il 12 dicembre 2010
Un buon cristiano e non porge sempre l'altra guancia. Ma cosa vuol dire? Se una persona mi dà uno schiaffo s'una guancia, da parte mia sarebbe molto stupido dirgli: - Prego, suonamele anche sull'altra che son cristiano. No, porgere l'altra guancia significa andare alla ricerca della verità; significa domandare a questo tizio perché mi ha colpito, e se ho sbagliato che mi spieghi dove. Questo e soltanto questo significa.
Nidec Sole Motor Corporation
post pubblicato in Giappone, il 3 dicembre 2010

La Nidec Corporation è un'azienda nipponica che produce motori di tutti i tipi, tra questi "tutti" ci sono anche i motori per gli elettrodomestici che si producono alla Nidec Sole, la fabbrica dove lavoro io. Il boss dei boss è il signor Shigenobu Nagamori, l'uomo più ricco del Giappone, con Nidec site in tutto il mondo. Il signor Nagamori è stato più volte in visita da noi; la prima volta ha valutato le condizioni della nostra fabbrica con un 10/100, la seconda volta (dopo che l'abbiamo pulita da cima a fondo; e, come si dice dalle nostre parti: un po' di pulizia e pittura fa sempre bella figura), ci ha valutato 20/100. Il nostro direttore è stato a sua volta in visita in una Nidec del Giappone e ha compreso che il loro livello non lo raggiungeremo mai. Tanto per fare un esempio, loro hanno i pavimenti bianchi. Da noi la pavimentazione è rossiccia nelle postazioni di lavoro, verde dove si transita. Le strisce che delimitano le postazioni di lavoro sono gialle, mentre quelle che delimitano le corsie per i pedoni e carrelli elevatori sono arancio. Una delle parole d'ordine all'interno dello stabilimento è Kaizen, che significa: miglioramento continuo. Un termine che invece non si dovrebbe mai sentire è Muda: perdita. Mentre il Gemba è il posto di lavoro. Per fare un esempio, il Gemba del camionista è il camion.

°C-ute - Tokaikko Junjou lyrics
Sunao ni honshin wo hanasu nante
Onna no ko kara dekinai kamoshirenai
Demo ne watashi kodomo ja nai
Ikkyo ichidou anata no subete ga itoshii
Kotoba ni imi wo
Sotto shinobaseta
Kidzuite hoshii
Mune no uchi
Aruiteite mo
HINTO dashiteru
Hashitanai ko ja
Nain da yo
(Don't stop)
Watashi Kodomo ja nai
(Don't stop)
Demo ne Demo ne Dakedo
(Junjou)
Hajimatta kesshin
Mou tomaranai
(Don't stop)
Tatoe Kono chikyuu ni
Uragirarete mo
Meiwaku nante kakenai wa
Yume wo miteru
Kokyuu shiteru
Shokuji shiteru
Anata ga iru
Mie hatte mo
Iji hatte mo
Sono zenbu
Itoshii
Shisen wo sorashi
Kinchou hodoita
Iza to nattara
Furueru wa
(Don't stop)
Aki wa yo ga nagakute
(Don't stop)
Demo ne Demo ne Dakedo
(Junjou)
Kokoro wo doushi shite
Nodokitai
(Don't stop)
Gaman dekisou ni nai
Itami ni taete
Wagamama nante iwanai wa
Doryoku shiteru
Hanashi shiteru
Akubi shiteru
Anata ga iru
Oresou demo
Fuzaketete mo
Sono zenbu
Itoshii
Yume wo miteru
Kokyuu shiteru
Shokuji shiteru
Anata ga iru
Mie hatte mo
Iji hatte mo
Sono zenbu
Itoshii
Doryoku shiteru
Hanashi shiteru
Akubi shiteru
Anata ga iru
Oresou demo
Fuzaketete mo
Sono zenbu
Itoshii
Kokoro no naka wo minuite hoshii...
Kokoro no naka wo minuite hoshii...
Kokoro no naka wo minuite hoshii
Lyrics | °C-ute lyrics - Tokaikko Junjou lyrics
Mike Oldfield - Q. E. 2 (1980)
post pubblicato in Video, il 13 novembre 2010
Facciamo un patto?
post pubblicato in Diario, il 5 novembre 2010
È quello che ti direbbe il diavolo se lo incontrassi. Il fatto è che non sarebbe una domanda. Sì, sarebbe una domanda, ma una domanda retorica. Un’affermazione. E in realtà no. Un’occasione. O, meglio ancora, un’opportunità. Un po’ come capita coi commercianti che ti dicono: “Questa è un’occasione”. “Sì, ma per chi? Per lei o per me?” E qui casca il palco. Qui sta l’inganno. L’inganno dell’ingannatore per eccellenza. Lui ti mette il contratto da firmare sotto il naso. Il profumo è invitante… no, meglio, il contratto sprigiona il tuo profumo preferito. E non è finita qui. Oltre alla penna che non sai di tenere in mano, tieni in mano (pardon, in pugno) anche il tuo destino. E non è finita qui. Facciamo un patto? Suona così innocuo, no? Così inoffensivo. Così pieno di aspettative… … e di promesse. E non è finita qui. Il contratto non serve leggerlo, qui siamo tra amici. Qui siamo tra persone fidate, adulte e vaccinate. Ah, ah. Ma siamo sicuri? No, dico, ma siamo sicuri? Non mi stai guardando negli occhi. Siamo sicuri? Parliamone. Vedi che non siamo sicuri. Non siamo nemmeno d’accordo. E non siamo d’accordo su cosa? Non siamo d’accordo sul fatto che essendo tra amici non si capisce perché ci sia un contratto da firmare. Ecco, bravo, fermati e ragiona. Tu non devi firmare niente. O fare un patto. Non si scende mai a patti. O ritrovarti invischiato in un’ingannevole occasione/opportunità. Tu non devi fare nessuna di queste cose. Tu devi girarti dall’altra parte.
Mike Oldfield - Platinum (1979)
post pubblicato in Video, il 4 ottobre 2010
La tv di Zorba
post pubblicato in Video, il 5 giugno 2010
Pterodattilo
post pubblicato in Diario, il 28 maggio 2010
Pterodattilo significa mettere le ali alla fantasia quando si scrive al computer.
Dai corsi di scrittura creativa
post pubblicato in Diario, il 22 maggio 2010
La sera sul mio pianeta non c'era molto da fare, è per questo che molte lune fa mi trasferii su un altro pianeta. mi sono trasferito su un pianeta dove le alghe marine sottozero le vendono a 870 quarti di Luna che equivalgono a 28 anni della tua vita. Io le alghe marine sottozero non le digerisco, preferisco giocarmi l'anima ai Tre Porti nelle gelide notti d'inverno. I Tre Porti è un buco pieno di belve ululanti con tanto di guida turistica... beh, solo la bandierina della guida turistica; e la sera, se non ho niente da fare, vado là.
Quando sarò giovane farò la patente nembica per guidare le nubi, magari una Spiro. Per il momento mi accontento di deambulare con il genio, un tipo che non si fida nemmeno della terra che ha sotto i piedi: potrebbe franare e ingoiarlo. E infatti adesso siamo fermi. Io sono fermo. Lui saltella come uno stregone che fa la danza del "vallo a sapere" su un ponte di legno... Crack! Si è rotta una tavola e il genio è precipitato. Quando sarò giovane farò la patente nembica per guidare le nubi, ma sicuramente non farò il genio.
La settimana col turno di notte al passo delle nove ore
post pubblicato in Diario, il 3 maggio 2010
Lunedì
Ore 12:00 - ultime nove ore di libertà. Ore 21:00 - tramestio prima della partenza.
Martedì
Ore 06:00 - la prima notte passa sempre in fretta. Ore 15:00 - uno zombie che cammina.
Mercoledì
Ore 00:00 - la seconda notte sembra non passare mai. Ore 09:00 - sonno agitato. Ore 18:00 - si pensa cosa preparare per cena consapevoli che il pomeriggio si è volatilizzato.
Giovedì
Ore 03:00 - arriva beffardo il colpo di sonno. Ore 12:00 - il risveglio. Più o meno. Ore 21:00 - che rottura di scatole!
Venerdì
Ore 06:00 - si rientra a casa tristissimi. È venerdì, ma manca ancora una notte. Ore 15:00 - pericoloso come un crotalo, vietato avvicinarsi.
Sabato
Ore 00:00 - a dispetto di tutte le chiacchiere, si lavora con un certo piglio perché è l’ultima notte. Ore 09:00 - si dorme sereni.
Volkswagen Kombi Bus
post pubblicato in Diario, il 11 aprile 2010
Zorba
post pubblicato in Diario, il 24 marzo 2010
Qualcuno si sarà domandato perché ho cambiato nome al blog. Qualcun altro si sarà chiesto perché questo nome.
I nomi che scelgo vengono tutti dall'inconscio; lo è stato per il vecchio nome, lo è per il nuovo.
Quando ho deciso di cambiare nome, il primo a venirmi in mente è stato Zorba. Subito ho notato una somiglianza tra il vecchio e il nuovo, come se il nome fosse semplicemente storpiato. Siccome il termine Zorba non mi era del tutto nuovo, sono andato su Google e ho scritto Zorba. Il motore di ricerca mi ha proposto Zorba il greco e Zorba il gatto. Buio pesto per la prima opzione, la seconda non mi era del tutto nuova. Approfondendo la ricerca sul secondo Zorba, ho scoperto che si trattava del gatto che insegnò alla gabbianella Kengah a volare.
Ripeto: probabilmente non è chiaro a tutti, ma i miei nomi arrivano sempre dall'inconscio.
*
post pubblicato in Diario, il 18 marzo 2010
Il 30 marzo 2010 questo blog compirà 4 anni. Tanti auguri!
Alice nel Paese delle Meraviglie
post pubblicato in Diario, il 28 febbraio 2010
Non vedo l'ora di vedere il film di Tim Burton
 Peccato non ci sia Alice la sanguinaria
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